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NEL SILENZIO DELLA SOLITUDINE

 

Il ticchettio martellante di

un rubinetto che perde gocce,

lo scalpitio dei tacchi di una donna

 che, impaziente, si affretta ad uscire,

il fruscio della pagine

di un libro sfogliate da chi studia.

 

…Parte il pensiero che risponde

 ad immagini della mente, ove

 avvolta in un abbraccio negato,

accarezzi volti custoditi nel cuore….

 

Lacrime che cadono come

petali di un fiore appassito,

per sofferenze taciute e appesantite

dall’assenza di un’amata spalla.

 

Consapevolezza dell’assenza di un

 tuo posto nel mondo, in compagnia 

dell’eterna domanda sul

perché e  per chi esisti,

desiderio   inappagato di rapporti

 umani  veri e  autentici,

pertanto rari e preziosi.

 

Evadere in bicicletta gustando

la bellezza di una giornata di sole,

respirare la libertà della completa

indipendenza donata dalla solitudine,

assaporando la semplicità delle

 piccole cose con cui riempire la vita.

 

Cogliere negli sguardi invidia

dell’altrui  niente e cattiveria mal celata,

sentire parole aride che viaggiano nel tempo,

senza mai scalfire la barriera del cuore.

 

Eppur quando nascesti con sorrisi

 fu accolto il neo ingresso in questo mondo,

ma,  crescendo e ignaro del futuro,

percorrevi le tracce di uno spinoso percorso…

 

…Madre dove sei? Porgi la tua assente mano

all’innocente figlio e portalo via con te!

Pubblicato il 31/12/2010 alle 21.5 nella rubrica Poesie di..vita.

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