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10 luglio 2015
UNA VITTIMA DI DOPPIO MOBBING
Come fredde perle di un rosario
nel presente sgrani i tuoi giorni,
senza immortalarli in alcun diario
perché privi di scopo e di senso.

Il passato è chiuso in un cassetto
che nessuno intende mai aprire,
giacché ciò che tu hai sempre detto
agli altri non importa o intimorisce.

Di tutti i tuoi ruoli ti hanno spogliato:
di madre, di moglie, di professionista,
alla tua disfatta hanno brindato
e senza accuse ti hanno estromesso.

Priva di aiuti hai vagato in un sogno
alla ricerca disperata di te stessa,
nessuno ha mai capito il tuo bisogno
di una confortevole e amorevole carezza.

Oggi dalle tue ceneri sembri risorta
e c’è chi si rode per tale rinascita;
tu ribatti: “Non sono ancora morta,
vivo ancorata a una solida coscienza .

Vi offrivo lealtà, onestà e sincerità
ma a voi questa merce non interessa,
volevate soltanto la mia libertà
per usarmi come un burattino con i fili”.

Oggi ti godi la bellezza della natura
assaporando ciò che può offriti il presente,
giochi, balli e canti finchè dura,
ma la denegata Giustizia rimane il tuo tormento.


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sentimenti
30 aprile 2015
LE TRE RISPOSTE DI UN NONNO

Una fanciulla, dopo avere scoperto il tradimento del suo ragazzo, si rifugia nella propria stanza, rimanendo sorda ai continui richiami della madre, che la prega di aprire la porta. Il nonno, anziano e quasi cieco e molto legato alla nipote, anche se restio ad intromettersi nelle questioni di cuore, decide di intervenire.

– Apri questa porta al nonno, amore mio – La ragazza come una furia la apre, gridando tra le lacrime:

– Nonno, non voglio più sentire pronunciare la parola amore! L’amore non esiste. -

- L’Amore esiste, gioia mia, solo che quel giovane con cui ti frequentavi amorevolmente non era il vero Amore cui devi aspirare - replica il nonno.

- E allora dimmi cosa è l’amore -.

- L’Amore è un dio interiore, che nasce con la purezza di un bambino e corre incontro a un altro essere umano, per accoglierlo nella propria anima e condividerne gioie e dolori. Se questo “insediamento celeste” è reciproco, le due persone diventeranno uniche e insostituibili l’una per l’altra e per sempre. Nel tuo ragazzo evidentemente non era scattata questa scintilla divina e, comunque, col suo tradimento ti ha fatto del male, dimostrando di non avere una coscienza.

- E cosa è la coscienza? – ribatte la ragazza.

La coscienza è una voce interiore imperiosa, che indica, nelle decisioni umane, le strade del Bene e del Male, affinché le persone possano scegliere, liberamente e con consapevolezza, quale tra le due percorrere. Chi sceglie quella del Male, spesso più breve e conveniente, dovrà imbavagliare e tacitare tale possente voce, per evitare di essere logorato dai rimorsi, che gli precluderebbero di assaporare pienamente qualunque felicità della Vita.

- Ma cos’è la Vita?- incalza la ragazza ascoltando il nonno con crescente interesse.

- La Vita è un libro scritto con i caratteri unici, profondi e indelebili lasciati dalle proprie esperienze, che inizia con la nascita e la cui parola fine è stampata al momento della morte, ossia dell’evento che fa cessare quella frazione di Eternità in cui ogni essere umano rimane sul pianeta Terra. Ogni tomo di questa biblioteca umana può essere un capolavoro o mediocre, ma sempre e ugualmente prezioso, con valore inestimabile. Col dolore ricevuto da quel giovane, che non merita le tue lacrime, hai riempito un altro foglio bianco del tuo libro e, considerato il voto insufficiente in italiano che hai avuto in pagella, non mi stupirei se la tua storia di Vita contenesse errori di grammatica e magari di ortografia.

La ragazza scoppia a ridere. Il nonno sorride e abbraccia la nipote sussurrandole all’orecchio:

- Mia cara golosona, nel frigo ti sta aspettando una gustosissima torta alla panna.


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sentimenti
5 marzo 2015
UNA FOTOGRAFIA DEL CUORE

Quella notte avevo partorito la mia seconda figlia, mentre la primogenita di due anni, per la prima volta nella sua breve vita, non aveva trovato il sorriso e i baci della mamma al risveglio. Distesa sul letto della clinica attendevo con trepidazione il suo arrivo e nel frattempo carezzavo la testina della neonata, attaccata al mio seno. Sentii bussare alla porta, invitai ad entrare ed ecco apparire sull’uscio un’immagine rimasta per sempre impressa nel mio cuore.

Mia figlia Cinzia, capelli biondi come grano brillante al sole, occhi azzurri come il mare in una luminosa giornata estiva, un vestitino color fucsia, manina sinistra in quella del padre, manina destra che teneva una rosa rossa, testina piegata e appoggiata al fianco del papà e sguardo intimidito dalle persone presenti nell’ambiente a lei sconosciuto.
Dopo un attimo d’incertezza, entrò in camera correndo, si arrampicò sul letto per rifugiarsi nel mio abbraccio e, sdraiata sul lato sinistro, sbirciò quello destro occupato dalla sorellina.

In quel momento, fui travolta da un sentimento d’Amore incommensurabile, percepii le mie figlie come dei gioielli dal valore inestimabile, che mi rendevano la persona più ricca del mondo e una spumeggiante marea di beatitudine inondò la mia anima. Chiusi gli occhi, m’inebriai aspirando il loro odore, carezzai la loro vellutata pelle, le strinsi ambedue al mio seno e l’Universo esplose in me. Non c’era più spazio per altri desideri. Ero immensamente appagata e felice. 




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sentimenti
20 settembre 2014
LE PAROLE CHE VORREI DIRE

Vermi schifosi
voi che rubaste i beni a me più cari
per scolpirmi nell’ anima profonde ferite
destinate a sgorgare perenne sangue…

Vermi striscianti
voi che restaste sordi ai lamenti di una madre
che invocava aiuto per abbattere un muro
omertoso di silenzi e tradimenti…

Vermi immondi
voi che rimaneste muti allorquando
le parole potevano diventare pietre
da scagliare contro l’insaziabile mostro…

Vermi luridi
voi che vilmente infieriste con sarcasmi
ed altre subdole violenze sulla donna crocifissa
che cercava la forza di non soccombere…

Vermi ripugnanti
voi che con un agire pilatesco
cestinaste anni e anni di sofferenze
negli archivi bui dei tribunali…

Vermi assatanati
non sprecate false lacrime o tardive 
parole quando sarò col vestito di legno, 
ma che urli la voce della vostra coscienza.

Vermi schifosi e maledetti
da questa terra o da un’altra vita
a voi giunga il mio più profondo
e incontenibile disprezzo!!!



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sentimenti
2 giugno 2014
I MIEI 60 ANNI


Sessanta anni sono arrivati,
ci sono ed ancora esisto,
ma del mio viver cos’è rimasto?

Cocci dispersi sulla strada della Vita
calpestati senza dar loro importanza,
fondamenta solide ed inattaccabili
crollate sotto il peso di silenti picconate.

Quanti progetti sotto i detriti
quanti tesori ignobilmente rubati,
sepolti sotto il peso di domande
senza risposta e di assenze ingiustificate.

Mi guardo intorno per vedere
sorrisi negati, abbracci desiderati,
continua Giustizia reclamata,
… a me stessa abbandonata

“Allontana i tristi pensieri, oh! Donna,
è il tuo compleanno, brinda alle gioie
che la Vita potrebbe ancora donarti”

E così, indossando un abito di leggerezza
canto e ballo sulle onde del mare,
affidando al vento le mie segrete speranze.

Auguri Silvana
2/6/2014

                                                      




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DIARI
15 febbraio 2014
UN CAMMINO TEMPESTOSO

Assediato da montagne silenziose

fugge in volo, inseguendo un mellifluo canto

che trascina con note monocordi

in un oceano di mare tempestoso.


Soddisfatti i vampiri con volti amici

pronti a succhiare linfa vitale

e i parenti serpenti, nascosti nell’ombra,

in attesa di banchettare su umane spoglia.


Annega nel buio dell’infinito l’ingenuità

dell’uomo che, boccheggiante e aggrappato

ad un fittizio arcobaleno, cavalca colori luminosi

per lasciare proprie tracce nel buio della vita.


Vano è il suo errare, solitario è il suo galoppo,

lontano e sfumato appare l’orizzonte,

unica certezza è il suo approdo tra le braccia

invisibili e riposanti dell’eterno nulla .




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sentimenti
21 settembre 2013
SPIRITI LIBERI

Imprigionati in un presente
con finestre chiuse sull’orizzonte
senza più sogni né speranze
gli uomini vagano senza una meta.

Immersi in futili evasioni
in cui annegare il proprio niente
nascondono comode catene
mascheranti umana infelicità

Con alato pensiero volto al cielo
c’è chi esplora ignoti mondi
alla ricerca di luminosi spiragli
per attraversare invisibili sbarre.

Spiriti liberi crocifissi da un Potere
che trasforma l’uomo in schiavo
ingabbiato in una finta democrazia
che ostracizza chi governa la propria mente.

Nessun potente, santone o imbonitore di
folle potrà mettere le sue redini a chi
guidato dalla propria coscienza si lancia
a briglie sciolte in cerebrali labirinti.

Spiriti liberi di correre su prati sempreverdi
o di navigare in acque agitate e tempestose
…e in un’isola sperduta nel mare stellato
del firmamento, lascio gocce del mio pianto…

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diritti
13 giugno 2013
INNO ALLA GIUSTIZIA
In quali tortuosi meandri ti nascondi
Oh! dea con la bilancia tanto invocata,
smettila di imitare quel Dio assente
che promette Giustizia in un altro regno,
disarmando gli uomini su questa terra.

Perché rimani sorda ai lamenti degli oppressi?
Perché resti muta udendo l’arroganza dei potenti?
Perché non leggi nei silenzi fatti di parole,
sentenziando, con voce imperiosa, l’inizio di un
rinnovato ordine nel caos della Vita?

Oh! dea bendata, punta il tuo sacro dito sugli umani,
squarcia i cuori e le chiuse o sopite menti,
smaschera il male travestito da finto bene,
fai emergere dalle torbide e melmose acque
tutto il putrido falso spacciato per vero.

Irrompi nella storia dei nostri giorni,
accelerando la lentezza dei tuoi piedi di piombo,
sazia la fame di coloro il cui grido di tuo aiuto
viene, da troppo tempo, deriso e da te inascoltato
e inchioda con la tua spada i responsabili.

Dimostra ai pavidi, agli indifferenti,
ma, soprattutto, agli impuniti malvagi,
che la nobile fede in te era ben riposta
e che è venuto il tempo di porre i giusti pesi
sui piatti della tua equa bilancia.

Oh! dea della Giustizia svela le verità nascoste,
strappa la ragnatela di menzogne e corruzione,
dirotta la nave dei destini infelici già segnati
e falla approdare ad un presente, ove vigliacchi
corrotti e corruttori valgano meno di niente.

Fa che i politici perseguano il pubblico bene, che
le toghe siano indossate nel rispetto del tuo nome,
che le divise infondano sicurezza, che rinasca la defunta
umana fiducia e fa che domani un arcobaleno di colori
illumini una società governata realmente dai migliori.


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SOCIETA'
22 aprile 2013
LA FIDUCIA
Nell’attuale società tutto è considerato precario, temporaneo, effimero; “cogli l’attimo” è lo slogan ormai in voga, che induce a consumare nella maniera più soddisfacente possibile il proprio presente, senza coltivare aspettative per il futuro. Anche i sentimenti sono ritenuti destinati a finire nel tempo. Si crede possibile un innamoramento temporaneo, una passione travolgente, un’amicizia basata sulla condivisione di un qualche interesse, ma non si fa alcun affidamento su un legame umano solido ed eterno. Si tende ad allacciare rapporti umani, mantenendo un certo distacco, condividendo qualche interesse in comune, ma senza lasciarsi andare ad un pieno coinvolgimento emotivo. Un clima socio – politico basato sulla precarietà, sulla menzogna, sui raggiri, sui tradimenti, sull’individualismo, sulla furbizia, sull’indifferenza mina profondamente quell’elemento fondamentale alla base di rapporti umani soddisfacenti: la FIDUCIA. La diffidenza dilaga. Chiunque ammette di non fidarsi pienamente di nessuno. La mancanza di fiducia porta ad un isolamento interiore; aumentano i luoghi d’aggregazione, i mezzi di comunicazione tra le persone, è facile incrementare il numero delle proprie frequentazioni, ma il proprio cuore, le proprie debolezze si tende a celarle, perché non ci si fida dell’altro. È palpabile il clima di diffidenza esistente sotto tanti falsi sorrisi o anche sotto goliardiche risate tra amici, che induce le persone a rintanarsi in una gabbia interiore, con sportelli chiusi sempre più “arrugginiti” dal tempo. Non si crede più non solo nell’Amore e nell’Amicizia, ma si è persa la fiducia anche nella Giustizia, nella Politica, a causa delle tante verità nascoste, dei tanti silenzi omertosi, di tante falsificazioni storiche e dei tanti “teatrini politici” a cui si assiste, ivi compresa la recente elezione del Parlamento e del Presidente della Repubblica!!! Tuttavia, anche la ricerca della Verità, che contraddistingue chi reclama trasparenza, pare che interessi a pochi. A chi giova questo serpeggiante nichilismo che si è insinuato nell’animo umano???… Chissà perché mi viene da pensare “dividi et impera”!!!…

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sentimenti
21 gennaio 2013
UN VIANDANTE SOLITARIO
 

Non so da dove vengo,

nè so dove andrò,

ma so ciò che fui, che sono

e chissà cosa sarò.

 

Nel lento divenire del mio tempo,

marchiato da ignobile esperienza,

percorro un buio e solitario sentiero

con l’unica luce della mia coscienza.

 

Trafitto dai chiodi di un passato,

cristallizzato in un eterno presente,

stanco proseguo il mio cammino

guidato da quel faro che non mente.

 

Come palla di neve su ghiacciati pendii,

a rotolare verso me stesso sono incline,

per approdare su un prato fiorito

di rose mai colte e annerito da spine.

 

Attraverso con schiena dritta aridi deserti,

e sognando l’azzurro di cielo e mare

inseguo dritte linee d’ orizzonte

che si allontanano al mio avanzare

 

Imbocco strade spesso in salita,

su invitanti scorciatoie mai sono sceso,

diserto insidiose curve senza più ritorno,

cullando l’illusione di un futuro tanto atteso.

 

Pronto ad affrontare l’imprevisto

navigo su acque sconosciute,

nascondendo dietro risate e sorrisi

le insanabili ferite ricevute.

 

Non so dove il destino mi sta portando,

non so in quale luogo arriverò,

ma so che al richiamo della Vita
non mi opporrò




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sentimenti
29 settembre 2012
UN SOGNO
Dal mare del silenzio emerge uno sguardo cristallino,
impenetrabile specchio dell’anima,
aleggiante nell’infinito in una interminabile attesa,
lasciando sospese parole mai dette.

Stesa è la mano verso quell’eterea ombra
vuoto rimane l’abbraccio, impalpabile è il viso,
ma immobile brilla un dolce sorriso
stampato su una foto appesa alle pareti del cuore.

Una pioggia di coriandoli innaffia lievemente
colombe svolazzanti intorno all’ invisibile nido,
mentre uno stormo di gabbiani spicca il volo
rincorrendo un orizzonte sempre più lontano.

Nell’azzurro del cielo dei punti di domanda
improvvisano acrobatiche piroette, travestendosi
da nuvolette birichine, pronte a dissolversi
per dare spazio ai raggi caldi del sole.

Un coro di voci bianche zampettanti sulle nubi,
proietta con le sue note balsamici ricordi,
cullando la dormiente in un ristoratore sonno,
mai ansioso del consueto risveglio.

Avanza la rassicurante ombra dal limpido sguardo,
invita ad una leggiadra danza quell’essere sognante
e sulle ali della musica vanno incontro alla dama nera,
pronta a suggellare un effimero sogno d’amore.




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sentimenti
16 giugno 2012
MOMENTI DI TRISTEZZA

 

Scintilla una lacrima sul pallido volto

solcato da dubbi e amarezze,

lo sguardo perso nell’infinito

svela ricordi di un passato

sfociato in un analogo presente,

intriso di silenzi, menzogne e tradimenti.

 

Scivoli verso te stessa

sprofondando in oscuri abissi

ad altri sconosciuti, divorata

da un vortice impetuoso ove

galleggianti cristalli salini

scuotono le tormentate e silenziose acque.

 

Vibra il tuo petto sotto i colpi

di queste onde impetuose,

chiusa la gola che tenta invano

di arginare quelle lacrime libertine.

Mute le pareti, assistenti impassibili

di questo strazio dell’anima.

 

Sorniona una visione spazza la nebbia

e un lampo di speranza illumina

un mondo intessuto di sogni realizzati…

si placa la tempesta!!!…

 




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politica interna
29 maggio 2012
La credibilità politica e le menzogne

 

C’era una volta “la parola d’onore”… Non è l’inizio di una favola, ma l’evocazione di qualcosa di cui si è persa la memoria e che distingueva le persone meritevoli di stima e fiducia da quelle di cui non potersi fidare. Un tempo mentire o non rispettare la parola data significava perdere l’onore, la rispettabilità e la credibilità. Erano rimproverati i bambini che mentivano, a cui si raccontava la favola di Pinocchio, che insegna la brutta fine destinata ai bugiardi e si raccomandava di dire sempre la verità per non fare la fine di un pastorello, che pur gridando “al lupo al lupo” non fu creduto e aiutato a causa delle bugie dette. Nella società attuale, invece, molte persone tollerano le bugie dei bambini, scambiandole per sinonimo di creatività e mentono spudoratamente, negando l’evidenza e spacciando per verità qualunque propria fantasia, molto spesso sorretta da un coro di vigliacchi, incapaci di dire che “il re è nudo”. Le menzogne dilaganti hanno fatto perdere la fiducia nel proprio simile e sono diventate, al contempo, un collante tra bugiardi, pronti a riunirsi in gruppi, ove ognuno è costretto a coprire le menzogne dell’altro per non “sputtanarsi” vicendevolmente. Ed è ovvio che in queste reti di falsità, ipocrisie e connivenze non ci può essere spazio per le persone veramente oneste e sincere!!!…Col clima sociale di diffidenza oggi esistente, nessuno si fiderebbe più di un impegno sigillato dalla parola d’onore accompagnata da una semplice stretta di mano; si reclamano documenti scritti, firmati, controfirmati, controllati da avvocati e, ciò nonostante, si pensa che in qualche clausola si possa celare una fregatura sfuggita al controllo.

La responsabilità di questo “andazzo” va ricercata nell’ intera classe politica che, senza distinzione di colori, invece di porsi quale modello di serietà, onestà e correttezza, ha dato alla popolazione un pessimo esempio, perdendo la propria credibilità a causa dei troppi anni di promesse elettorali disattese, delle troppe verità taciute e della mole di bugie propinate agli Italiani, tramite i mass – media. E’ inutile ricordare le buffonate di Berlusconi, poiché anche le recenti lacrime della Fornero appaiono come “prese per i fondelli”!!!…

 Alle belle parole dei politici non crede più un crescente numero di cittadini, ormai, ampiamente consapevoli di essere stati abbandonati a se stessi da una classe politica che, approfittando di una Giustizia assente, ha trasformato qualunque diritto in favore da elargire solo a chi fa parte di una qualche cordata di potere, che utilizza anche la menzogna quale strumento utile per il raggiungimento dei propri fini.

La credibilità politica non può essere disgiunta da una parola veritiera, la fiducia non si può basare sulle menzogne, ma nasce e si conquista con comportamenti all’insegna della Verità, Lealtà, Onestà e Trasparenza, mantenuti nel tempo anche di fronte alle avversità della vita. Ma come appurare i principi etici comportamentali cui si ispira un politico???… Rendendo trasparente tutto il suo vissuto, scandagliando nel privato, tramite apposite indagini, miranti a certificare una condotta irreprensibile sotto ogni punto di vista e rendendo pubblici gli esiti delle ricerche effettuate!!!.. Tenendo, però, presente che avere, sempre, avuto una condotta esemplare non significa, soltanto, non avere mai commesso azioni perseguibili penalmente, ma anche non avere mai abusato del proprio potere, approfittato del bisogno altrui, agito da bulli a scuola, da mobbers nelle aziende, da traditori, da vigliacchi, da bugiardi ecc. Non è necessario essere santi per non comportarsi da carogne!!!…Sapendo a priori che candidarsi significa rinunciare alla privacy e sottoporsi a severi e autorevoli controlli nel privato, forse, scenderebbero in “campo” solo persone motivate da una vera passione politica per il bene collettivo, consapevoli di avere sempre avuto una coscienza pulita!!!...

Un curriculum fatto di titoli e di esperienze professionali non dice nulla sui valori umani di coloro che dovranno agire per conto degli elettori, facendo scelte politiche che incideranno sulla vita dei cittadini. Da giovani si può essere onesti, pieni di ideali e belle speranze, ma è solo dopo aver incontrato sul cammino della vita varie difficoltà (che inevitabilmente ci saranno), si manifesta la vera essenza dell’individuo il quale, per rimuovere gli ostacoli, dovrà scegliere tra la via più facile, breve e conveniente della disonestà o quella più difficile, lunga e, magari, rischiosa dell’onestà. Ed è questo il motivo per il quale ritengo che i seggi parlamentari e il potere connesso alle cariche pubbliche dovrebbero essere assegnati, a mio parere, solo a chi ha un età superiore ai 40-45 anni, poiché, finita l’età degli studi ed entrando nel mondo degli “adulti”, occorre circa un ventennio per iniziare a fare un bilancio di vita e verificare ciò che eri e ciò che sei diventato!!!...

La classe politica potrà riacquistare la propria credibilità solo allorquando ognuno dei componenti, oltre a intelligenza e preparazione, potrà dimostrare il possesso, anche e soprattutto, di onestà, coraggio, lealtà sincerità, sensibilità ecc., dando una nuova “impronta” ad una società oramai troppo marcia e corrotta.

 

 




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sentimenti
28 febbraio 2012
La vera causa dei fallimenti matrimoniali

 

Quando una coppia si separa, c’è sempre chi, per primo, chiude una porta e dice basta, ma anche chi la chiude prova un’enorme sofferenza, poiché, comunque, sancisce il fallimento di un progetto di vita in cui ha creduto, impegnando tempo, energie e il proprio cuore.
Una separazione coniugale determina la distruzione di quel proprio mondo interiore, nel quale il partner, dopo tanti anni vissuti insieme, era diventato, ormai, un pilastro fondamentale e solo dopo una lenta e faticosa ricostruzione di se stessi, sarà possibile rimuovere i cocci e “rinascere”.
Tra i matrimoni falliti, a mio parere, vanno ricompresi, oltre ai divorzi o separazioni legali, anche i fittizi legami di tutte le coppie (e sono tantissime) che, pur continuando a convivere, hanno perso la gioia dello stare insieme, vivendo nell’indifferenza reciproca e nella noia dell’abitudine.
Considerato che tale fallimento investe anche coppie che sembravano indistruttibili, ho cercato di capire se non ci sia un denominatore comune per tutte le disgregazioni familiari e sono arrivata alla conclusione che solo un Vero Amore può essere il saldo collante che resiste all’usura del tempo!!!
L’Amore parte da un’attrazione fisica, ma può sbocciare solo da un’autentica conoscenza reciproca basata sulla sincerità, che fa nascere stima, fiducia, complicità, condivisione, diventando una fonte inesauribile di calore umano; se uno di questi elementi viene a mancare, significa che o mancavano queste solide “fondamenta”, garanti dell’eternità del sentimento, oppure che ci si era illusi di conoscere il partner (l’ “essenza” delle persone non cambia!). L’Amore, da sempre e da tutti desiderato, sognato o idealizzato, non può che essere eterno e la relazione tra due persone, che stanno piacevolmente insieme, non è detto che abbia fatto scattare questo “meccanismo misterioso”.
La mentalità diffusa proietta la persona verso la costruzione di una famiglia, sottovalutando l’importanza delle fondamenta su cui si edifica. Infatti, molti si sposano “scambiando” per Amore una semplice attrazione fisica, unita al piacere di essere desiderati da qualcuno, di affrontare il futuro con qualcuno accanto, al desiderio d’avere figli, di evadere dalla famiglia d’origine, ecc. Ma l’appagamento di tali desideri mostra la vera essenza del partner, che può essere diversa da ciò che pensavano o desideravano fosse ed allora emerge la vera natura di quel legame e subentra il pensiero di chiudere o no quella maledetta porta, frenati dalle possibili conseguenze. Quando ami veramente una persona la conosci profondamente e l’accetti senza voler cambiare nulla del suo modo d’essere, poiché i suoi lati negativi e positivi, valutati in uguale misura, la rendono unica ai tuoi occhi. Pertanto, quando in un matrimonio subentra l’indifferenza, la noia o l’insofferenza per l’altro, non è finito il sentimento, ma, a mio parere, la coppia non era legata da un vero Amore sin dall’inizio, poiché, se questo sentimento si fosse basato su un’autentica conoscenza e accettazione reciproca, avendo quelle solide radici sopra dette, non poteva che essere eterno!!! (Troppo tardi si pensa ad episodi del passato “sottovalutati”, ma che erano veri e propri campanellini d’allarme, che segnalavano la “pesantezza” di una convivenza futura!!!)
Quando ami una persona ti ritrovi ad aspettarla e sorridi quando la vedi, ma sorridi anche prima di vederla, di un piacevole sorriso che non puoi controllare e che nessuno ti può rubare.
Quando ami una persona ogni gioia non è pienamente soddisfacente sin quando non la condividi con l’amato/a e solo il conforto di chi ami può alleviare le tue pene. Quando ami ti senti carico di vitalità, riesci a gioire solo del fatto di esserci, di esistere, ed è solo con lei/lui che ti senti completo. Quando ami riesci a divertirti o a trovare piacevole una semplice passeggiata col partner, anche senza il costante bisogno degli amici. Com’è possibile che tutto ciò abbia una fine???
Tuttavia l’Amore deve essere corrisposto… occorre che anche l’altra persona ti ami e poi… tutto verrà naturale…altrimenti è auspicabile strapparselo dal cuore.
C’è chi sostiene che l’Amore eterno non esista e che sia una semplice fantasia dei sognatori, sia destinato a trasformarsi col tempo in un tiepido affetto (o abitudine?) e solo impegnandosi nella convivenza in modo razionale, tramite compromessi e sopportazione reciproca, sia possibile tenere in piedi la famiglia, ritenuta “sacra ed indissolubile”.
Mi chiedo come costoro abbiano potuto sposarsi, consapevoli “a priori”, che il rispetto del legame matrimoniale avrebbe, col tempo, fatto scomparire dalla propria esistenza l’Amore, quel sentimento da tutti e da sempre desiderato, costringendoli a doversi accontentare dell’affetto che si può dare e ricevere pure nei confronti di un animale!!!
Quale coppia di giovani innamorati, guardando lo “scenario” degli adulti, già da tempo sposati, (noia, indifferenza, mancanza di dialogo ecc.) pensa che il proprio matrimonio sia destinato a fare la stessa fine??? Non è forse vero che all’inizio di un rapporto amoroso si è pronti a scommettere sull’eternità dei propri sentimenti??? Quante coppie sposate da decenni, sarebbero pronte a rimanere unite da un semplice affetto, in uno stato di sopportazione reciproca e di compromessi, se avessero la concreta opportunità di tornare ad amare ed essere amati da un altro/a???
Non è ipotizzabile, invece, che, per non confessare il fallimento di un importante progetto di vita, (privo, per vari motivi, di soddisfacenti alternative) e trovandosi costretti a rinchiudere l’amore nei propri sogni, i negazionisti dell’Amore eterno per non soffrire ulteriormente, preferiscano illudersi che sia “normale” questa trasformazione in affetto e che debba essere sufficiente il sentimento verso i figli, che, invece, per quanto immenso possa essere, non potrà mai sostituire l’Amore di un partner??? L’Amore del genitore investe una persona che “nasce materialmente” da una parte di se stesso e tale appartenenza originaria “unilaterale” determina uno squilibrio di sentimenti, a favore del figlio; mentre l’Amore di un compagno/a investe una persona, che “nasce spiritualmente” dentro se stessi e il successivo senso d’appartenenza reciproca determina un perfetto equilibrio di sentimenti, recante un completo appagamento.
Il vero Amore, se ha solide fondamenta, a mio parere, non può che essere eterno; e questo sentimento si rivelerà autentico solo allorquando i coniugi, con figli già adulti, rughe e grigiore “solo” tra i capelli, guardandosi negli occhi e con un tenero sorriso, sentiranno ambedue sgorgare dal proprio cuore queste parole: “Ti amo e se tornassi indietro nel tempo, ti sposerei di nuovo”!!!.

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permalink | inviato da lasirena il 28/2/2012 alle 10:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
diritti
3 ottobre 2011
Le conseguenze di una denuncia di mobbing

                       

“Affinché la navigazione nell’oceano del web faccia emergere una verità scomoda,   da anni sommersa  da  un mare di silenzio.

                                                                   

Dopo aver presentato un ricorso al Tribunale del Lavoro a causa di un mobbing ventennale, conclusosi il 23/12/2004 con il licenziamento, oltre al danno esistenziale connesso a tale fenomeno criminale,  ho  sperimentato su me stessa, anche, lo stato d’abbandono in cui versa un cittadino italiano che reclama Giustizia.

  Nessun Magistrato, nei 3 gradi di giudizio percorsi,  è mai entrato nel merito del mobbing denunciato tramite una “doverosa” attività istruttoria,  non prendendo assolutamente in considerazione, una relazione lavorativa autobiografica di ben 18 pagine, corredata da n. 102 documenti, allegati a supporto dei vari fatti narrati; non mi è  stata data l’opportunità di dire una sola parola e, addirittura, neanche l’avvocato della parte avversa si è curato, nella sua memoria difensiva, di contestare i singoli e vari episodi denunciati, ignorandoli completamente. E la Corte di Cassazione, che avrebbe potuto fare emergere finalmente la verità dei fatti, anche tramite un rinvio ad altro Giudice per esaminare finalmente gli allegati disattesi dai precedenti Magistrati, ha preferito, in data 11/5/2010,  con una semplice ordinanza, rigettare il ricorso motivando che “è assolutamente assente la precisazione delle circostanze specifiche che avrebbero potuto essere dimostrate tramite la prospettata attività  istruttoria”.

Chi può consulti il dossier intestato al mio nome e depositato in Corte di Cassazione: basta leggere i n. 102 documenti allegati,  esibiti e ordinati in ordine cronologico, che certificano in modo specifico e conducente quanto raccontato, facendo emergere inequivocabilmente il mobbing subito e che, invece,  non sono stati presi assolutamente in considerazione dai Giudici,  pur avendoli agli atti.

 

Qui di seguito riporto i riferimenti occorrenti per rintracciare la mia pratica:

 

RICORSO ex art. 413 e segg. c.p.c. (previa reintegrazione urgente del posto di lavoro) e per violazione degli artt. 1175, 1375, 2087, e 2119 c.c.(“Mobbing”)  tra Silvana Catalano e IRFIS Mediocredito della Sicilia spa

 

Tribunale civile di Palermo Sezione lavoro - Giudice: Dr. Dante Martino      Fascicolo inserito nella  causa civile iscritta al n. 638/2005 R.G.  

Corte d’Appello di Palermo : - Presidente: Dr. Antonio Ardito   

Consigliere relatore - Dr.Fabio Civiletti.                                                            

Fascicolo inserito nella causa civile iscritta al n. 782 R.G.A. 2008,

Corte di Cassazione di Roma  - Presidente: Dr. Bruno Battimiello

Consigliere  relatore: Dr. Saverio Toffoli.

   Fascicolo inserito inscritto al R.G. 11181/09.

 

   Sembra che, anche da parte della Magistratura, esista una ritrosia a identificare il mobbing, (i cui effetti, oltre ad esplicarsi nell’ambito lavorativo, distruggono ogni aspetto dell’esistenza delle vittime), come un crimine pianificato dalla “mafia dei colletti bianchi”, mirante a liberarsi di un dipendente “scomodo”. Chi denuncia la violenza psichica subita, si ritrova solo a combattere una dura battaglia, abbandonato a se stesso da chi si proclamava paladino della giustizia, isolato, talvolta, dai suoi stessi familiari, con la consapevolezza che, per proteggere il silenzio omertoso su certe vicende, esiste chi sarebbe pronto ad usare qualsiasi arma.

   A seguito della decisione di denunciare la mia esperienza di vittima di mobbing,  vivo disoccupata da 7 anni, separata in casa dal marito, con 2 figlie adorabili, che, pur vivendo sotto lo stesso tetto, improvvisamente, mi hanno considerato morta, tagliando con me ogni forma di comunicazione e senza mai avermi detto ciò di cui mi accusano. Ho esperito ogni tentativo possibile per riavvicinarmi, mentre, parenti, amici, conoscenti non si sono mai attivati (in mia presenza) per promuovere una discussione chiarificatrice sulle motivazioni di tale rifiuto, apparentemente sconosciute a tutti, dando per scontato che mi debba rassegnare al mio stato d’impotenza. E’ penoso pensare al rimorso che, nel futuro, le mie figlie potrebbero provare, allorquando diventassero consapevoli dell’inconsolabile  sofferenza racchiusa nel cuore di una madre rifiutata  e che stiano trascorrendo la propria giovinezza prive di quel sostegno affettivo incondizionato, che può dare solo una mamma. Non trovando coscienziosamente alcun motivo a me imputabile (come donna e come madre) che potrebbe giustificare un tale comportamento, non posso escludere che siano state “plagiate”, per privarmi oltre che del lavoro, della professionalità e  dell’indipendenza economica,  anche, delle mie figlie, al fine di farmi desistere da una solitaria lotta contro il mobbing, divenuto in questi anni un temibile strumento di Potere. E nella speranza di Giustizia riposta in tale incessante battaglia a difesa della dignità umana, trovo la forza per affrontare il mio presente.

   

Chi ricerca la verità oggettiva dei fatti, (oggi più che mai osteggiata dai sostenitori delle menzogne),  faccia emergere le storie di malagiustizia seppellite negli archivi dei Tribunali!!!... La Menzogna si nasconde perché ha paura di essere scoperta e semina Ingiustizia, mentre la Verità si espone perché desidera che sia scoperta e genera Giustizia. 

 

 




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DIARI
8 luglio 2011
IL SENSO DI IMPOTENZA

 

Potrei urlare, sfogando la mia dolorosa impotenza
sulla platea di indifferenti, che gode delle altrui ferite
o potrei tacere, seppellendo dei ricordi,
pronti a risorgere dalle macerie di un indistruttibile passato.
 
Potrei sparire, celata tra le nubi dell’infinito,
assistendo da lontano allo spettacolo della vita
o potrei morire, ponendo fine al divertimento
del dio malvagio che muove i fili degli umani destini.
 
Oppure potrei raccogliere nuovi frammenti di vita
generabili da un apparente e infecondo presente,
per tentare di ricostruire il mio domani,
tenendo accesa la speranza, unica vera luce che
riesce ad illuminare una tetra stanza.
 
Ma se potessi, vorrei essere mare,
per avvolgere in uno spumeggiante abbraccio
i tuffi di coloro che amo e teneramente
cullarle e accarezzarle con lievi e azzurre onde.



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SOCIETA'
5 marzo 2011
UN PROCESSO

 

- Si aprano le porte ed entrino gli imputati,

quali sono i reati a loro contestati? -

 

- Signor Giudice, sono rei d’assassinio d’innocenti,

difensori di pensiero libero e sentimenti,

nel corso di una lunga guerra di Potere,

che affratellava camicie rosse, bianche e nere.

In quel tempo, un silente messaggio persuasivo

costoro lanciarono in modo subdolo, ma invasivo:

“Distruggi il diverso, è un tuo nemico,

solo con lo stesso pensiero può esserti amico.

E se zitto e buono con noi starai

ed alle nostre regole tu obbedirai,

prerogative e vantaggi potrai avere,

e successo e denaro potrai ottenere.”

Gli imputati ben conoscevano l’animo umano,

facilmente disposto a diventar mercenario.

Un esercito di venduti si pose al loro fianco,

piegandosi e applicando le regole del branco,

rinunciando, allegramente, alla propria libertà,

 e adeguandosi ad una disumana mentalità.

La discordia germogliava da mattino a sera,

frutto del principio del dividi et impera,

menzogne e raggiri alimentavano un caos quotidiano

e avere fiducia nell’altro era ingenuo e vano.

L’insegnamento del Principe Machiavellico

fu il principale strumento bellico,

il  famoso motto avrebbe, infatti, giustificato,

ogni  sporca infamia e male arrecato.

Sull’altare del Potere i sentimenti furono sacrificati,

se d’intralcio ad esso, gli affetti andavano immolati,

senza rimorso, venne calpestata l’umana dignità,

e nessuno mostrava alcun cenno di pietà.

Questa guerra gli uomini in bestie trasformava

e custodire la propria umanità ai margini condannava.

I valori universali dell’uomo, sempre eterni,

non si confacevano più a quei tempi moderni:

gli ideali che illuminano il terreno cammino,

ritenuti inutili, erano stati buttati nel cestino.

Coloro che si opponevano a questo regime

erano condannati ad una disgraziata fine,

fatalmente perdevano casa, figli o lavoro,

stroncati dalla mancanza del proprio tesoro.

Il loro triste e perdente modello dimostrava

cosa sarebbe accaduto a chi non si adeguava,

e capacità di una faticosa e logorante resistenza

era possibile solo con una ben radicata coscienza.

Risorgere da umane macerie pareva una chimera,

e, per l’omertoso muro d’indifferenza che c’era,

inutilmente veniva cercata d’aiuto una mano,

restando privati, anche, del salubre calore umano.

A brama di suicidio  gli oppositori furono istigati,

dopo essere stati torturati ed emarginati,

e la morte fu considerata unica via di salvezza,

per porre fine a così tanta tristezza.

Solo una caparbia ricerca di Giustizia li ha salvati

e dalle proprie ceneri i sopravvissuti sono risuscitati. –

 

-   Ma vostro Onore, replicano gli imputati,

si tratta d’accuse da parte di poveri malati,

neanche un solo proiettile in questa guerra fu sparato

e un cadavere a terra non si è mai contato.

Come possiamo essere ritenuti assassini,

senza macchiarci di sangue di morti lontani o vicini?

Un sistema sociale già corrotto era tutto da cambiare

e per raggiungere tale fine dovevamo comandare.

Ingiustizie e corruzioni c’erano sempre state

e noi le abbiamo vistosamente moltiplicate,

per provocare, prima o poi, una sociale reazione

da cui far nascere una nuova Nazione.

E’ vero, abbiamo fatto la prima mossa

ma tanta gente aveva bisogno di una grande scossa,

un popolo di dormienti andava risvegliato

ed usando astuti mezzi e con l’inganno, abbiamo osato.

La religione è un efficace strumento di potere

e come Dei in terra ci dovevano temere,

dirigendo, con mistero, dalle nuvole celati

sudditi docili e obbedienti, da noi ben addestrati.

 Per essere temibili stroncavamo ogni opposizione,

neanche un santo era esentato da carota e bastone,

e se un grave peccato noi scoprivamo,

a causa delle loro stesse colpe, li ricattavamo.

Il nostro continuo spargere dolori e sofferenze

serviva, anche,  al risveglio delle coscienze,

e con la promessa di un terreno paradiso,

a chi si sottometteva schiarivamo il viso.

Bastava dare pancia piena e divertimenti,

non chiedevano altro per essere contenti.

Tanta gente non si curava di Giustizia e Libertà

e accettava soprusi e prepotenze come normalità,

era sempre pronta a tradire il proprio amico

pur di avere un banale e possibile beneficio

e la scelta di diventar nostri schiavi

fu conveniente per una pavida massa d’ignavi.

Tutti con un prezzo maggiore o minore

pronti ad osannare un qualsiasi dittatore,

anche un demonio avrebbero servito

pur di sfamare il loro terreno appetito.

Le loro colpe e debolezze abbiamo sfruttato

per avere il comando di un gregge omologato,

poiché un branco di persone è più facile da guidare

quando nessuno in modo libero riesce a pensare,

idolatrando, più di tutto, noi Dei in terra

che azionavamo il meccanismo di questa guerra. -

 

La parola, infine, passa al Magistrato,

che così riassume ciò che è stato argomentato:

-         Con delirio di onnipotenza e presunzione

voi imputati, torturaste il galantuomo e il mascalzone,

trasformando gli uomini in legnosi burattini,

pronti ad ubbidire unicamente ai vostri fini

 Il perseguimento dei dichiarati scopi, seppur nobili,

non può mai giustificar l’uso di mezzi ignobili

e violare la psiche umana e bandire i sentimenti

non vi rende, al mio cospetto, innocenti.

Saranno i posteri a giudicare la Storia,

poiché di questi fatti rimarrà scritta memoria,

ma, oggi, dalle vittime Giustizia è reclamata

e la Legge della Vita va sempre rispettata.

Pertanto - sentenzia il Giudice, con un amaro sorriso -

siete colpevoli perché agli uomini l’anima avete ucciso,

con perversa strategia annientaste mente e cuore

ed è per questo che vi dichiaro assassini del Dio Amore. –

_

 

A tal punto lo scrittore esce di scena,

richiamato dalla melodia di una sirena,

non cerca applausi, caro e paziente lettore,

poiché,  della Giustizia, è solo un sognatore.




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13 febbraio 2011
LA COSCIENZA

La coscienza è quella caratteristica che individua nettamente la differenza tra il comportamento dei "veri uomini" e quello degli "animali". Un animale "anche se ha le fattezze di un uomo", non saprà mai argomentare su cosa sia la coscienza perchè non la possiede, mentre il più ignorante dei veri uomini, con semplici parole, saprà sempre spiegare il significato della parola coscienza perchè la possiede. Tu che mi leggi, sai cosa sia???...




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DIARI
31 dicembre 2010
NEL SILENZIO DELLA SOLITUDINE

 

Il ticchettio martellante di

un rubinetto che perde gocce,

lo scalpitio dei tacchi di una donna

 che, impaziente, si affretta ad uscire,

il fruscio della pagine

di un libro sfogliate da chi studia.

 

…Parte il pensiero che risponde

 ad immagini della mente, ove

 avvolta in un abbraccio negato,

accarezzi volti custoditi nel cuore….

 

Lacrime che cadono come

petali di un fiore appassito,

per sofferenze taciute e appesantite

dall’assenza di un’amata spalla.

 

Consapevolezza dell’assenza di un

 tuo posto nel mondo, in compagnia 

dell’eterna domanda sul

perché e  per chi esisti,

desiderio   inappagato di rapporti

 umani  veri e  autentici,

pertanto rari e preziosi.

 

Evadere in bicicletta gustando

la bellezza di una giornata di sole,

respirare la libertà della completa

indipendenza donata dalla solitudine,

assaporando la semplicità delle

 piccole cose con cui riempire la vita.

 

Cogliere negli sguardi invidia

dell’altrui  niente e cattiveria mal celata,

sentire parole aride che viaggiano nel tempo,

senza mai scalfire la barriera del cuore.

 

Eppur quando nascesti con sorrisi

 fu accolto il neo ingresso in questo mondo,

ma,  crescendo e ignaro del futuro,

percorrevi le tracce di uno spinoso percorso…

 

…Madre dove sei? Porgi la tua assente mano

all’innocente figlio e portalo via con te!




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DIARI
18 novembre 2010
LA MENZOGNA

 

  Affermare che la Verità oggettiva non esiste e che ogni individuo è portatore della propria verità comporta, come ovvia conseguenza, negare l’esistenza del suo contrario ossia la menzogna, poiché se ogni “parto della fantasia umana” può assurgere a verità incontrastata,  specie se supportata da un congruo numero di complici o da prove preconfezionate, chiunque, per motivi di convenienza, può spacciarsi per Napoleone reincarnato, senza passare per un impostore. Infatti, tra i sostenitori di tale tesi si schierano i più “accaniti” bugiardi, ben consapevoli della capacità potenzialmente distruttiva, anche, della più semplice menzogna !!!…

   La Verità è sempre unica ed oggettiva e,  anche quando si vuole cancellarla con menzogne o con l’oblio della memoria, lascia sempre delle tracce, che, se ricercate “scavando” nel passato, prima o poi emergeranno, smascherando gli impostori. Spesso capita che eventi che hanno interessato più persone siano raccontati in maniera diversa. Se due amici sono stati compagni di viaggio e uno dei due racconta condizioni metereologiche splendide, mentre l’altro narra pioggia e vento, non v’è dubbio che uno dei due mente e l’altro è sincero. Chi mente senza un’apparente giustificazione è sempre in “mala fede” poiché ribalta lo stato dei fatti, con l’intento di far passare chi dichiara la verità per bugiardo e di insinuare dubbi sull’altrui salute psichica, al fine di screditarne l’immagine e la credibilità. E allorquando fosse inchiodato da prove schiaccianti, sarà pronto a replicare “angelicamente” e a propria difesa che un errato ricordo non è poi così grave da giustificare tanta polemica, accusando l’altro di eccessiva diffidenza, ben sapendo che nessuno può “leggere” nella mente le altrui intenzioni.  Un fatto accaduto o si ricorda o non si ricorda: non credo alla memoria distorta, perché ho “sempre” potuto constatare che la memoria degli esseri umani sulle buone azioni compiute e su quelle brutte ricevute non fa mai cilecca!!!...

    Ancora più “insidiosa” è una menzogna proferita col sostegno di terzi, che può creare una rete di complicità, ove nessuno si potrà più permettere una smentita neanche su falsità successive, salvo pena di ovvie conseguenze. Se più persone “ricordano” uno stesso viaggio trascorso con un cielo sereno, ciò non significa che, sicuramente, la menzogna si trova dalla parte dell’uno o dei pochi che affermano di aver viaggiato con tempesta; infatti, se così fosse, la verità diventerebbe la tesi sostenuta da una maggioranza di persone e che, pertanto,  parole menzognere proferite da più individui potrebbero costruire una verità, falsificando la realtà. Ma la menzogna può distruggere la Verità? No! La Verità non si può falsificare in quanto regna indistruttibile e incontaminata nell’animo delle persone e lascia sempre delle  tracce, che non potranno mai essere totalmente distrutte da chi ha interesse a non farle trovare. Ad esempio, prima o poi, potrebbero sbucare delle foto di un turista giapponese che, trovandosi nello stesso luogo visitato dai viaggiatori, in analogo periodo, ha immortalato le condizioni metereologiche effettive.  E’ pur vero che tutto ciò che appare si può falsificare ed ha bisogno di riscontri, ma è altrettanto vero che si può mentire agli altri, ma non a se stessi: la persona falsa mente sapendo di mentire!!!..  Le parole possono essere menzognere, la realtà artatamente costruita può essere falsa, ma ogni individuo a conoscenza dei fatti accaduti, “all’interno” di se stesso sa bene quale sia la verità, a prescindere dalla tesi che sostiene, vera o falsa che sia.

     E se chi afferma di essere Napoleone si cala così tanto nel personaggio rappresentato, finendo col credere di esserlo veramente, mentendo persino a se stesso, costui non è più un bugiardo ma è diventato uno schizofrenico malato mentale!!!…

    La menzogna, anche quella innocente di un bambino a giustificazione di una marachella,  provoca la distruzione del fondamento su cui si reggono i rapporti umani soddisfacenti, ossia la fiducia, che nasce attraverso la conoscenza di una persona, i cui comportamenti nel tempo suggeriscono la possibilità di una fiducia ben riposta. Della persona di cui ti fidi non metteresti mai in dubbio la sua parola, non hai bisogno di alcuna firma su nulla, non hai bisogno di alcun giuramento per avere la certezza che il suo dire coincide col suo pensiero, per essere sicuri che “bocca” e “mente” viaggiano insieme e che ogni promessa sarà mantenuta. Ma cosa succede quando scopri la menzogna? Ti senti tradito, pugnalato alle spalle e, qualunque sia il motivo che ha spinto la persona a mentire, difficilmente si riacquista fiducia nell’altro. Le bugie sono sempre potenzialmente distruttive, perché sono il pilastro su cui si reggono calunnie e diffamazioni, con cui è possibile “uccidere socialmente” una persona, senza l’utilizzo di armi. Ed è per questo che coloro che credono nei valori dell’Onestà e della Giustizia dovrebbero avere quale imperativo morale la ricerca della Verità, consapevoli che di ogni fatto accaduto rimangono tracce nello “spazio” e l’interesse a distruggerle per non farla  emergere è di chi “naviga” nelle menzogne!!!




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sentimenti
22 ottobre 2010
TEMPO CHE VA

 

Tempo consumato
divorando un presente
sempre ricco di trastulli
in cui affogare il proprio niente.
Tempo investito
con bagagli di passioni
che insieme a impegno e sacrifici
sveleranno dei campioni.
Tempo progettato
per lanciarsi nel futuro
figlio di un fecondo oggi
e di un martellante lavoro duro.
Tempo trascorso
con gioia e dolore
senza mai nessuno
che ne condivida il sapore.
Tempo idealizzato
nell'attesa di un amore
bello puro ed esclusivo
che dia sussulti al proprio cuore.
Tempo ricordato
carezzando la fotografia
di coloro che nella mente
si affacciano con nostalgia.
Tempo finito
al funebre rintocco di una campana
che dischiude una porta vicina
ma che sembrava lontana.




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DIARI
4 ottobre 2010
Una subdola avanzata

 

 

 

Scende la notte su uomini ignari,
avanzanti festosi al richiamo
del compagno che, con tono suadente,
li attrae con melliflue menzogne.

 
Il suonatore di flauto sprigiona
col suo strumento una dolce melodia,
l'incantatore di serpenti
stordisce con l'odioso sibilo,
e acrobati e circensi donano
un sorriso a questa ingenua gente.

 
Intanto una voce nell'aria si libra:
Venghino signori, venghino,
il teatro è aperto a tutti, per attori
e spettatori ci son lauti guadagni,
andiamo ad incoronare
l'amato re buffone!!!”

 
La folla aumenta, si ingrossa,
si diverte, tira sassi alla memoria
e avanza verso il baratro,sorda
alla voce di un grido di allarme
privo di una eco possente.

 
Un fitto velo ormai ricopre
occhi e orecchie,schiacciato
rimane chi osa arrestare
una tal subdola avanzata.

 
...Ed ecco lo schianto, il tonfo rimbomba,
nulla rimane, il buio si fa pesto,
ma dalla polvere delle macerie
risorgono più brillanti le stelle...!!!



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DIARI
5 giugno 2010
A mia sorella
 

A te che più non sei

... E viene il momento di chiudere gli occhi
salire sulla vetta del monte incantato
correre sul verde prato maculato di bianche margherite
e inalare l’inebriante profumo del nulla…

… Sorridono con leggerezza le trasparenti ombre
memori del tempo che fu a loro privato
carico di gioie dolori e terreni affanni
racchiusi in un cuor mai a nessuno svelato…

…Leggero il gabbiano svolazza nell’aria
roteando in una danza con la colomba pellegrina
che ricerca invano il suo nido
inseguendo il suono del caro cinguettio…

…Il bianco chiarore abbaglia chi non vede
disorientando l’ignaro viandante
ma ecco che una porta si apre
e l’azzurro splendor ti riveste...




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SOCIETA'
6 maggio 2010
L’ARROGANZA DEL POTERE

La solidarietà “virtuale” non è sufficiente per risolvere i problemi di chi combatte per sconfiggere il crimine del mobbing, poiché chi denuncia la tortura psicologica subita si ritrova solo, a respirare un clima omertoso e a vivere estraniato in un ambiente “ammaestrato” da una politica di stampo mafioso, che insegna a subire per non perdere la possibilità di ricevere l’elemosina di possibili privilegi. La mafia ignorante e con la “coppola” uccide chi non si piega alle sue regole, invece quella dei “colletti bianchi” acculturata e che circola nei “salotti buoni” della società non si sporca le mani con il sangue, ma ti estromette dal sistema, decreta la tua morte civile. Esercita il suo potere con arroganza, lanciandoti messaggi subdoli del tipo: “Con me o contro di me. Se sei con me avrai dei privilegi, ma dovrai sempre obbedire ai miei ordini, coprire con menzogne le malefatte dei tuoi compagni e quando non te la senti di associarti al “coro” devi stare in silenzio dinanzi ad ogni forma di sorpruso o prepotenza a cui assisti. Fuori dal gruppo di appartenenza, sei, invece, libero di fare ciò che vuoi e ti sarà garantita l’impunità” Questa è la cultura mafiosa accettata come “normalità” da tante persone ritenute rispettabili!!!...

Ed è per questo che, a mio parere, gli abusi di potere e le conseguenti violenze psicologiche proliferano a tutti i livelli e anche dei perfetti imbecilli si permettono comportamenti che non adotterebbero, se non fossero certi di avere “le spalle ben coperte”: ad esempio il buttafuori che non fa entrare in discoteca un tizio che gli sta antipatico rovinandogli la serata, oppure l’impiegato che, prima di darti una semplice informazione di un minuto, ti fa aspettare una coda di ore, favorendo altre persone, oppure funzionari pubblici che, a fronte di legittime rimostranze, ti ripagano con il silenzio , oppure i giudici che, dinanzi a carte processuali che fanno emergere una serie di violenze psicologiche subite, insabbiano le cause per proteggere gli autori dei crimini, ecc. Insomma, l’abuso di potere che ti avvelena la vita, - costituito spesso da comportamenti quotidiani a cui “tanti” si sono abituati, prendendone esempio - è riscontrabile a qualunque livello e trova la sua massima espressione nell’arroganza del Potere, manifestata quotidianamente dai nostri governanti.

Il Potere inevitabilmente dà dei privilegi, poiché consente di fare ciò che altri non possono fare proprio perché non hanno potere. Ma il potere al servizio del bene pubblico, con i privilegi ad esso connessi, non dovrebbe essere esercitato per soddisfare interessi personali o del proprio gruppo di appartenenza, così come avviene nello scenario politico, a cui assistono, con senso di impotenza, quei comuni cittadini con schiena dritta, che scelgono la strada della Giustizia piuttosto che quella della vendetta personale. L’arroganza del potere si manifesta, infatti, con l’esercizio di azioni dannose per altri, ma strumentali ai propri fini e collegate alla certa impunità del proprio agire. Ne consegue che allorquando gli abusi di potere sono posti quali pilastri del gruppo sociale di cui si ha il comando, chiunque, prendendone esempio, può calpestare impunemente la dignità dell’altro, con la consapevolezza che tale atteggiamento non solo rimarrà impunito, ma, addirittura, è tacitamente incentivato. L’importante è non pestare i piedi al capo e rendersi complici silenziosi o difensori delle malefatte dei compagni di brigata… al di fuori del gruppo di appartenenza si ha massima libertà di agire impunemente!!! Ma chi comanda non può dormire sonni tranquilli, poiché si circonda di “mercenari” pronti a vendersi a chi promette maggiori privilegi!!!.

Allora mi chiedo: ma fra i “Signori del Vero Potere”, ossia tra quelli che si trovano ai vertici della scala del Potere, non c’è nessuno che creda veramente nella Giustizia e che abbia l’abilità di trovare gli strumenti adeguati per realizzare una civile e armoniosa convivenza tra gli esseri umani, facendo trionfare, per la prima volta nella storia dell’uomo, il Bene sul Male.???... Sento da anni parlare di risveglio delle coscienze….Balle!!!....La coscienza si forma da giovani, mentre l’adulto, che non ha mai acquisito una propria consapevolezza su cosa sia il Bene e il Male, agisce unicamente sulla base di ragionamenti di convenienza, ritenendo lecito tutto ciò che non è vietato e convinto che il fine giustifica i mezzi!!!.. Ma ciò significa calpestare o distruggere l’altro tranquillamente, senza alcun rimorso di coscienza per il male arrecato, proprio perché manca tale consapevolezza.

Ritengo che sia una ristretta minoranza di persone che si contenda la supremazia del Potere, utilizzando da una parte le forze del Bene e dall’altra quelle del Male, mentre la maggioranza della popolazione è pronta ad acclamare qualunque “capo” sulla base del proprio tornaconto individuale e la disonestà, oggi, rende la vita più facile!!!. Allora, considerato che è impensabile ritenere che tutti possano accostarsi a “questioni filosofiche”, occorre affrontare per risolverla la questione morale, stabilendo per legge cosa è Bene e cosa è Male. Infatti esistono persone che non uccidono con un’arma un proprio simile solo perché la Legge sancisce che uccidere è un reato, sanzionato con la galera o perché la religione ha inserito tra i peccati mortali l’assassinio, punito con la pena dell’inferno. Senza leggi o comandamenti ucciderebbero tranquillamente. Infatti, in caso di guerra, queste persone ammazzano degli “sconosciuti” solo perché hanno una divisa di un diverso colore, mentre chi è dotato di una propria coscienza che gli indica cosa è bene o cosa è male e che gli fa comprendere il valore di ogni vita umana, che può essere distrutta anche senza armi fisiche, non ucciderebbe un proprio simile, anche se gli fosse assicurata l’assoluta impunità in terra e in cielo!!!. Ma cosa è Bene e cosa è Male? Bene è l’insieme di tutti quei comportamenti che ci piacerebbe che gli altri avessero nei nostri confronti, mentre Male è tutto ciò che non vorremmo che gli altri ci facessero. Ma quante persone misurano con questo “metro” i propri comportamenti???...Quanta gente è istigata al suicidio da persone che impunemente, con indifferenza o magari con spirito goliardico, contribuiscono a rendere la vita altrui un inferno in terra, tramite comportamenti subdoli e apparentemente innocui!!!.. Il codice penale dovrebbe diventare una sorta di “coscienza esterna all’uomo”, alla stregua delle tavole dei Comandamenti, sanzionando penalmente ed inequivocabilmente ogni forma di abuso di potere e di violenza psicologica, esercitata in qualunque contesto, poiché solo così tanti potranno capire che criminali si diventa anche senza usare pistole!!!... Ma è inutile fare le leggi, se poi non vengono applicate o agevolmente aggirate. Se tra i signori del Vero Potere esistesse chi volesse riuscire nell’impresa storica di far trionfare il Bene sul Male, costui dovrebbe rendere “conveniente” la strada dell’ Onestà, (considerata quella dei fessi e degli ingenui) e riuscire a mettere le persone Giuste al posto giusto, utilizzando i pilastri storici del potere mafioso: controllo del territorio e certezza che chi sbaglia paga!!!.




permalink | inviato da lasirena il 6/5/2010 alle 10:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sentimenti
3 aprile 2010
La carezza che non mi hai dato.

 

Vedendoti arrivare da lontano
inutilmente tendevo la mia mano,
e  incrociando il tuo sguardo di ghiaccio
in silenzio imploravo un abbraccio.
 
La rigidità era un tuo prezioso manto
indossato al prezzo di un mio sogno infranto,
urlavo per attirare la tua attenzione
ma tu imperturbabile guardavi la televisione.
 
Sulle mie scelte di vita volevi comandare
ma gli spiriti liberi non si possono dominare,
dalla tua esistenza sono stata cancellata,
 con una valigia piena di niente me ne sono andata.
 
Tanti giorni tristi non si possono cancellare
poiché ricolmi di troppe lacrime amare,
al mio destino mi hai abbandonato
sol perché maschio non ero nato.
 
Non ti interessavo come tuo interlocutore
perché non sentivi la voce del cuore,
e per la carezza che non mi hai mai dato
in tutti gli uomini ti ho cercato.
 
Briciole d’affetto mi hai condannato ad anelare
ed è per questo che non ti posso perdonare.
Padre, ora per sempre te ne sei andato
senza mai sapere quanto ti ho amato.
 
 



permalink | inviato da lasirena il 3/4/2010 alle 22:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
DIARI
26 marzo 2010
INCUBO

INCUBO 

Silenzio funereo inonda lo spazio
intriso di comparse cinguettanti note stonate,
una coltre di fumo cela luminose fonti
sbarrando il percorso all’ingenuo viaggiatore.
 
Sornione l’alato falco scruta menti sopite
librando nell’aria allettanti droghe,
ignaro il viandante sugge il dolce nettare
 e trasforma calde perle in stridule risa.
 
Avanza  il cieco il sordo e il muto
con l’incedere del  quattro zampe amico,
che ha ceduto il suo destino di libertà
in cambio di carezze e certi pasti.
 
Ma i cupi rintocchi della campana
echeggiano e  distolgono dall’incubo
e un firmamento  di tuoni fulmini e saette
dissipa come  d’incanto la fitta nebbia.



permalink | inviato da lasirena il 26/3/2010 alle 20:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
politica interna
16 febbraio 2010
“FACEBOOK LANCIA UNA PROPOSTA DI LEGGE SUL MOBBING”

 

                                PROPOSTA DI LEGGE SUL MOBBING

 
-         Definizione: Per mobbing si intende una tortura psicologica ed emotiva, che si manifesta attraverso sistematici e reiterati comportamenti ostili, protratti nel tempo, suscettibili di ledere i diritti, la dignità o l’integrità psicologica del lavoratore, tali da compromettere il suo impiego o il suo avvenire professionale e che hanno per effetto un degrado delle condizioni di lavoro.
A mero titolo esemplificativo e non esaustivo, sono da considerare comportamenti ostili nei confronti del lavoratore:
a) comportamenti che risultano essere offensivi, abusivi, maliziosi, insultanti o intimidatori;
b)critiche ingiustificate;
c) applicazione di sanzioni prive di giustificazione oggettiva;
d)cambiamenti peggiorativi delle mansioni o delle responsabilità del lavoratore senza ragionevole giustificazione;
e) continui trasferimenti in altri uffici o in altre sedi;
f) eccessivi o ridotti o inesistenti carichi di lavoro;
g) mancate gratificazioni immotivate;
h) isolamento fisico o emarginazione sociale;
i) mancate risposte a formali richieste;
l) disuguaglianze immotivate di trattamento economico o di condizioni lavorative.
  
 
-         Obblighi del datore di lavoro: Il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire ai lavoratori un ambiente di lavoro che tuteli la salute, intesa come stato completo di benessere fisico, mentale e sociale e di vigilare affinchè nell’azienda non vengano adottati comportamenti suscettibili di intaccare l’integrità fisica o l’equilibrio psicologico del lavoratore.
Il datore di lavoro ha l’obbligo di includere nel contratto di assunzione le misure di controllo interno che vengono adottate nell’azienda per prevenire ogni forma di “mobbing”, nonché una   clausola che preveda precise sanzioni disciplinari a carico del dipendente, qualora fossero accertate molestie psicologiche nei confronti dei colleghi e non fosse coltivato un clima di collaborazione lavorativa.
Dovrà essere sancito, altresì, che nessun lavoratore potrà essere sanzionato, licenziato o essere oggetto di misure discriminatorie, dirette o indirette, in particolare modo in materia di remunerazione, di formazione, di qualificazione, di promozione professionale, di mutamento o rinnovazione del contratto, per aver testimoniato su comportamenti ostili all’interno dell’azienda o per averli riferiti.
Il responsabile dell’organizzazione del personale dell’azienda ha l’obbligo di tenere colloqui trimestrali con i dipendenti e di presentare annualmente al datore di lavoro una relazione, in cui riferisce sul grado di soddisfazione del clima lavorativo interno all’azienda, suggerendo, eventualmente, nuove misure da adottare per prevenire o rimediare disagi lavorativi lamentati.
 
-         Procedura di conciliazione interna: Il dipendente che ritenga di subire mobbing, prima di adire l’Autorità Giudiziaria competente, se lo riterrà opportuno, potrà inoltrare al datore di lavoro - con l’assistenza e per il tramite del Sindacato-  una relazione nella quale esporrà i fatti lamentati, indicando circostanze, date di accadimento dei fatti e nomi dei soggetti coinvolti.
A seguito di tale denuncia, il datore di lavoro procederà all’effettuazione di un’inchiesta all’interno dell’azienda, al fine di accertare, entro il termine massimo di un mese, la fondatezza delle accuse esposte dal lavoratore. Accertati i fatti, scatteranno a danno degli eventuali colpevoli le sanzioni previste nel contratto di assunzione, tra cui il trasferimento immediato del mobber ad altro ufficio e dovranno essere ripristinate condizioni lavorative soddisfacenti per il lavoratore.
 
-         Magistratura competente: Le cause di mobbing saranno istruite da un collegio di Giudici costituito da n. 3 Magistrati Ordinari e Penali, patrocinanti in Cassazione, con comprovata conoscenza o esperienza in tale tematica, che dovranno, immediatamente, adottare tutti gli strumenti di indagine ritenuti opportuni per l’accertamento delle varie responsabilità. Prima di decidere se i fatti accertati integrano una condotta di mobbing, il Collegio Giudicante dovrà avvalersi di una consulenza di psicologi specializzati in tale tematica. Per la valutazione del danno esistenziale, i giudici dovranno riferirsi alle considerazioni che una persona di normale razionalità, trovandosi nella medesima situazione della vittima, potrebbe fare.
 
-          Procedura giudiziaria d’urgenza per i casi di mobbing: Le cause di mobbing devono essere giudicate, con procedura d’urgenza, entro il termine massimo di 1 anno. Per il mancato rispetto di tale termine, dovrà essere applicata una sanzione disciplinare da parte del Consiglio Superiore della Magistratura. Le sentenze di mobbing sono inappellabili. A far data dal ricorso all’Autorità Giudiziaria competente, al lavoratore spetta uno stato di aspettativa retribuita. Nell’ipotesi di rigetto del ricorso, le retribuzioni percepite durante tale periodo, saranno restituite all’azienda, che potrà, eventualmente rivalersi sul TFR del lavoratore.
 
-   Onere della prova. Allorquando il lavoratore abbia denunciato elementi sufficienti per lasciar presumere l’esistenza di una condotta da qualificare “mobbing” ai suoi danni, spetta al datore di lavoro l’onere di provare l’inesistenza dei fatti denunciati o la legittimità dei comportamenti adottati e l’adeguatezza delle misure di prevenzione e/o repressione adottate. Nelle cause di mobbing, le parti in causa non potranno usufruire del patrocinio gratuito dell’Avvocatura di Stato.
 
-         Sanzioni per il datore di lavoro: In caso di condanna per mobbing, sarà applicata una sanzione penale non inferiore a 4 anni di reclusione, nonché una sanzione pecuniaria da stabilire in via equitativa, in relazione alla durata del mobbing, a titolo di risarcimento del danno esistenziale provocato. Tale condanna sarà applicata a tutti coloro ritenuti responsabili dei comportamenti ostili integranti il mobbing accertato, che dovranno essere, contestualmente, licenziati. Nel caso in cui il convenuto fosse un soggetto pubblico o avente personalità giuridica, questi avrà l’obbligo di rivalersi per il danno patrimoniale subito, su tutte le persone fisiche condannate penalmente, aggredendo, eventualmente, il TFR.  Copia di tale sentenza, con nomi e cognomi dei soggetti condannati, dovrà essere pubblicizzata tramite giornali e televisione, nonché sulle bacheche del posto di lavoro, in modo da essere di esempio per eventuali imitatori o seguaci dei mobber.  Alla condanna si aggiunge la sottoposizione dell’azienda ad un regime di controlli predisposto dalla Polizia Giudiziaria e l’intimazione alla cessazione di ogni attività vessatoria ai danni della vittima, con l’avvertimento che, in caso di ulteriori episodi di molestia, la condanna verrà aumentata.
 
-         Procedura per il ripristino di condizioni lavorative, ambientali, ed esistenziali   soddisfacenti per il lavoratore. In caso di accoglimento del ricorso sono nulle le modifiche contrattuali peggiorative delle condizioni lavorative del dipendente (mansioni, rimunerazione, assegnazione, destinazione, trasferimenti), eventuali rotture del rapporto di lavoro (dimissioni o licenziamenti), tutte le sanzioni disciplinari ricollegabili al mobbing accertato. Dovrà essere ricostruita la carriera professionale, assicurata una formazione o una riqualificazione professionale e dovranno essere riconosciuti al lavoratore tutte quelle prerogative di cui avrebbe beneficiato se non fosse stato sottoposto a mobbing. La magistratura  giudicante dovrà anche incaricare uno psicologo specializzato nelle tematiche di mobbing, appoggiato ad una U.S.L. ubicata nel territorio di residenza del lavoratore, che avrà l’onere di assistere la vittima di mobbing, per tutto il tempo ritenuto necessario a sanare i danni morali, psichici ed esistenziali subiti.
 
-         Procedimenti giudiziari beneficiari delle nuove norme. Le norme vanno applicate a tutti i procedimenti giudiziari in corso alla data di entrata in vigore della legge  



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DIARI
3 febbraio 2010
Il pensiero vagabondo

 Il Pensiero Vagabondo

 

…Fugge il pensiero in cerca di vallate ove trovar ristoro:
avanza, rimbalza, indietreggia, si ferma, riparte.
 
Sassi piccoli e grandi incontra sulla via,
ma levigati son da una luce che il cammino rischiara.
 
Con altri pensieri si incontra, si scontra, si intreccia,
si abbraccia, si fonde ed ingrassa.
 
Più leggero è il suo peso col sorriso del bimbo,
ma gonfio di rabbia tuona ai malvagi.
 
Il pensiero vagabondo si inabissa, si perde,
riaffiora, riemerge, si innalza, si eleva, risplende
e libero da catene non cessa il suo volo…



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15 dicembre 2009
MASCHERE

MASCHERE

 

Levatevi quella maschera da agnelli,

le lacrime che seminate vi tradiscono,

sordi siete al richiamo del pastore,

anche lui celato nel vostro cuore.

 

Come iene ridete alle spalle

di coloro che uomini rimangono,

giacchè serpi striscianti non voglion diventare

e ai margini della giungla condannati a restare.

 

Ma non cantate vittoria troppo presto,

le nubi del domani si diradano all’orizzonte,

fa capolino un arcobaleno di colori,

sorto dai destati tanti cuori.

 

Colombe e gabbiani con un ventaglio di piume

spazzeranno dal cielo la vostra ipocrisia:

le vostre stesse menzogne vi annienteranno

e Verità e Giustizia alla fine trionferanno.

 




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politica interna
12 dicembre 2009
(letto e pubblicato)

CARI COLLEGHI DOVE ERAVATE?

 di Gabriella Nuzzi
(Giudice del Tribunale di Latina)
 
L’imprevedibilità degli eventi, insuperabile limite umano. Essa ha segnato il cammino della Storia, aprendo ai grandi cambiamenti e alle conquiste di civiltà. Nell’apparente quiete di un ancient regime ormai assai prossimo alla perfezione, l’imprevedibile è accaduto. Una falla nel sistema. L’inaspettato logorìo dei meccanismi di controllo. Meccanismi perversi, criminosi, grazie ai quali gruppi di potere trasversale hanno usurpato posti strategici all’interno delle istituzioni del Paese, generando un tentacolare sovra-apparato che ne plagia il funzionamento democratico per asservirlo al culto del dominio personale e del profitto.
Meccanismi spietati, dietro i quali sono celati i misteri delle innumerevoli stragi della nostra storia repubblicana, servite solo a instillare nel popolo suddito, atterrito e prostrato al bisogno, l’illusione di un governo stabile e forte, in grado di fronteggiare e sconfiggere l’ombra di un apparente nemico, di cui, in realtà, era già prigioniero. Meccanismi di spionaggio e dossieraggio illegali, micidiali armamenti di un potere senza colore, invisibile e onnipresente, il vero grande Segreto di Stato; impiegati per ordire, con la clava della denigrazione, strategie di annientamento di uomini scomodi impegnati nella ricerca della verità, da seppellire, per sempre, nel sepolcro della grande menzogna.  Imprevedibilmente, quei meccanismi sono impazziti, il controllo è sfuggito di mano.  Dietro la patina scrostata di un mondo surreale, si intravedono, ridotti in macerie, gli antichi spazi di libertà, autonomia, eguaglianza sociale, ai quali i nostri padri hanno donato, nella lotta, le loro semplici vite. Da ogni parte si levano cori di autorevoli voci; indignate, incitano a levare gli scudi, perché la democrazia è in grave pericolo. Le forze politiche di opposizione organizzano proteste a difesa della Libera Stampa, l’associazione nazionale delle toghe invoca tutele alla sua indipendenza. Dov’ erano costoro quando suonavano i primi campanelli d’allarme?
Dov’erano, quando scoppiavano i casi dei colleghi De Magistris e Forleo, impunemente additati come cattivi magistrati; quando, senza decenza, veniva profusa alla pubblica opinione l’enorme bugia della “guerra” tra le Procure di Salerno e Catanzaro?
Dov’era allora la verità?  Eppure, l’evidenza dei fatti era scritta nelle carte, migliaia di atti processuali che raccontano dell’illecita gestione di finanziamenti e appalti, di corruzioni giudiziarie, di indagini avviate e poi sparite nel nulla, di agenzie di sicurezza e organi di informazione, di magistrati controllati, delegittimati, esautorati delle loro funzioni. Dov’erano quei politici, quelle toghe, le illustri firme del giornalismo italiano che oggi gridano allo scandalo dell’autoritarismo?  La paura li aveva forse paralizzati, rendendoli ciechi, muti, sordi?
Non preferirono, allora, seguire le scorciatoie della denigrazione, degli insulti gratuiti o, ancor peggio, dell’indifferenza e del silenzio, tutti compatti nella irrazionale difesa di simulacri sacri ed inviolabili, da preservare ad ogni costo?  E dov’era la grande “libera stampa” quando si levavano, isolate, le coraggiose voci del dissenso?
Non si adeguò forse anch’essa – né più né meno della “stampa di regime” – ai diktat dell’oscuramento, della mistificazione, dell’omertà e dell’emarginazione, dimostrandosi suddita del proprio padrone?
Certo è che quella verità avrebbe consentito di svelare i meccanismi del sistema e di arrestarne il funzionamento. Troppo scomoda però, forse perché non partigiana. Più facile e conveniente espellere i virus e ridurli in quarantena. Dunque, il tempo delle domande – e delle riflessioni – non è ancora finito. Sorge il dubbio che le nobili cause, rispolverate oggi con tanto fervore, siano utili a rinvigorire qua e là il consenso in un popolo stanco e stremato.
Intanto, l’imprevedibile può ancora accadere.  Che taccia il chiacchiericcio volgare di chi, assai vigliaccamente, ancora getta acqua al suo mulino per giustificare le nefandezze compiute; che i fatti siano finalmente resi alla pubblica opinione; che le responsabilità siano accertate e punite.
La ricerca della verità accomuna Giustizia e Informazione, ma non è una lucina debole e fioca, che si accende e si spegne all’intermittenza della ipocrisia e della convenienza politica.  E’ un faro immenso, luminosissimo, perennemente fisso sulla coscienza umana, unica vera guida verso un autentico rinnovamento.


 




permalink | inviato da lasirena il 12/12/2009 alle 19:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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Curiosità
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La stupidità dei furbi si
manifesta sottovalutando
l'intelligenza altrui.


Siate sempre capaci di
sentire nel più profondo
qualunque ingiustizia
commessa contro chiunque
in qualunque parte del
mondo.
(Ernest Che Guevara)


Nessun colpevole può
essere assolto dal
tribunale della
sua coscienza.
     (Giovenale)

Il peggior peccato contro
i nostri simili non è l'odio,
ma l'indifferenza: questa
è l'essenza della disumanità.
(George Bernard Shaw)






Non dispiacerti di ciò che
non hai potuto fare,
rammaricati solo di quando
potevi e non hai voluto.
(Mao
Tse tung)

E' strano come tutti
difendano  i propri  torti
con più vigore dei
propri diritti
(Kahlil Gibran)

Chi è nell'errore compensa
con la violenza ciò che
 gli manca in verità
e forza.
(Wolfgang Goethe)

Di tutto conosciamo
il prezzo, di niente
 il valore.
( Friedrich Nietzsche)

La dignità non consiste nel
possedere onori,ma nella
coscienza di meritarli.
 
(Aristotele)

Non condivido la tua idea,
ma darei la vita perché tu
la possa esprimere.
(Voltaire)





Sii il cambiamento che
vuoi vedere avvenire
nel mondo.
(Gandhi)

La verità è tanto più
difficile  da sentire
quanto più a lungo
la si è taciuta.
(Anne Frank)

Una parola ci libera
di tutto il peso e il dolore
della vita: quella parola
è amore.
(Sofocle)

La suprema felicità
della vita è essere amati
 per quello che si è o,
 meglio, essere amati
a dispetto di quello
che si è. 
 
( Victor Hugo)



                                                                 



IL CANNOCCHIALE